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“Allora amici miei, se siamo ancora una volta riuniti attorno a questo tavolo capite bene che la posta in palio è importantissima!”.
Così Gigi Marulla, in piedi, di fronte alla celestiale platea, riunitasi ancora una volta intorno ad un tavolo messo a disposizione dalla direzione del Paradiso e ben colorato di rosso e di blu per l’occasione. Ed effettivamente erano davvero in tanti. Gigi poteva scorgere chiaramente Denis di fronte a lui e poi Attilio (Demaria) e Ciccio (Delmorgine) poco dietro. E ancora, in mezzo ai tanti, Massimiliano Catena, Carmelo Imbriani e Renato Campanini. E non solo calciatori ma anche migliaia di tifosi, più o meno famosi, che in vita avevano amato questi colori e ancora adesso, da lassù ne seguivano le sorti. Gigi era riuscito a riconoscere le sagome di Totonno Chiappetta e di Gigino Lupo.
“Insomma, se vi ho convocato anche stavolta” – riprese – “vuol dire che laggiù hanno ancora bisogno di noi!”
“Ma è mai possibile ca ogni anno è sempre a stessa storia?” – incalzò Ciccio.
“Aihmè si. Sapete che il Grande Capo ci consente, una tantum, di intervenire nel mondo di laggiù anche per cose futili come il calcio!” – precisò il bomber.
“Futili u caz…” – stava per commentare Denis, in dialetto calabrese con il quale ormai se la cavaca alla grande, prima che qualcuno gli tappasse la bocca perché magari non era esattamente il posto in cui utilizzare certi termini.
“Vabbè ci siamo capiti” – sentenziò Gigi. – “Qualcuno si faccia venire in mente un modo per salvare il nostro amato Cosenza!”
“Quannu era vivu na vota haiu nzaccatu na millelire intr’u quaziattu i Zampagna, v’arricordati? E ha signatu all’ultimo ccura Salernitana! Madonna chi festa tannu! Però non penso sia fattibile e, soprattutto, valla trova mo’ na millelire!” – ricordò Totonno.
“Oih Gí, tu si l’emblema!” – provó a rispondere Campanini – “ti hanno anche intitolato lo stadio! Un ti pú nventá tu ancuna cosa?”
“Ti si scordat’i regole? Io il mio intervento l’ho fatto già un po’ di anni fa’, più o meno di sti periodi. Mi signu ammucciatu arriat’a Frascatore e haiu nzaccatu chira palla intr’a porta!” – rispose Gigi.
“Io mi sono giocato il bonus con quelle dieci partite miracolose post pandemia!” – sentenziò Denis.
“E io l’anno scorso quando ho convinto Jallow che quel gol al novantunesimo contro la Reggiana sarebbe stato di fondamentale importanza per la sua carriera!” – concluse il buon Catena.
“Senza contare Ca’ pu mi signu misu a ricoglia firme su firme, cumu quannu facía i collette, u Paravisu Paravisu ppè chieda aru Principale i fa giustizia supr’u casu Chievo in tempi rapidissimi!” – fu la chiosa finale del grande Gigino Lupo.
“Si guagliú. Amu capitu Ca’ intr’a s’ultim’anni abbiamo davvero fatto i miracoli. Che forse s’avissar’impegná na pocu i cchiú lá sutta, ca prima o poi si sicca pure u Patreterno. Però ora i lupi hanno di nuovo bisogno di noi ppè su playout!” – disse con decisione Marulla. – “quindi avanti con le proposte!”
“Nu varviari per Guarascio?” – urlò qualcuno dalle retrovie, immediatamente fulminato da tutti gli altri, chè non era quello il momento di scherzare.
“E se tralasciassimo il playout e cuminciassamu a pensá già ara Reggina?” – si alzò una voce dal fondo.
“Intanto non dimenticate che io sono di Stilo” – lo riprese il buon Gigi – “e dunque in questi fatti reggini non mi immischio. Ma poi dai, davvero sareste contenti di mantenere la B per il secondo anno consecutivo con una riammissione?”
“E allora non ci resta che una possibilità” – sentenziò Denis – “Rafele du gatto nero e Nino Rao! Sono gli ultimi arrivati. Avranno sicuramente qualche buona idea!
Dagli ultimi posti si alzò Rafele dicendo: “Guagliú, ho ancora qualche giorno di tempo. Facitimi parrá ccú Nino ca’ ncuna cosa ci escia sicuro! Parola di lupo!” e lanciò un’occhiata complice al buon Nino che non aveva ancora fatto in tempo ad arrivare che già gli stavano affidando un compito di vitale importanza. Ma ne era comunque onorato.
“Va bene!” – concluse Gigi sciogliendo l’assemblea – “Allora ci ritroviamo qui martedì con l’idea di Rafele e Nino e poi andiamo tutti insieme dal Principale! Portate bandiere e sciarpe. Vedrete che ancora una volta Lui non saprà dirci di no. È nu bravu cristianu!” – e sorrise di gusto.

Luca Aiello