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Da quest’anno in serie C vige la normativa della cosiddetta riforma Zola, di pari passo con le disposizioni della Legge Melandri, che coordinano e disciplinano il minutaggio e le regole di ingaggio degli Under.
LA REGOLA DEI 5. Il fine della riforma Zola è costringere, letteralmente, i club di serie C, dietro lauto compenso, il 400% in più delle Legge Melandri (siamo ridotti così in Italia), a inserire nei propri roster un minimo obbligatorio di 5 giovani calciatori, dai 2003 in poi, aventi almeno 2 anni alle spalle di settore giovanile e predominanti presenze nello stesso. Pena, l’annullamento dei benefit.
PARADOSSO COSENZA. Siamo nelle fasi finali del campionato, mancano 11 partite, il Cosenza, che in serie B, per necessità e non per programmazione e visione, aveva fatto esordire e valorizzato diversi giovani, in serie C, di fatto, dopo 27 turni, della lista settore giovanile, se togliamo Cimino (2004) e Arioli (2003), due veterani più che giovani, registriamo miseramente solo 7 minuti di Edoardo Contiero (2006) e 18 minuti di Adolfo Mazzulla (2008). L’irrisoria media di 0,92 minuti a partita! Due giocatori che, visti i titolari, visti i vaghi obiettivi non meglio precisati della società e vista la categoria, avrebbero meritato certamente molto più spazio, cosi come Rocco e Ragone, mere apparizioni, non inseribili nella lista settore giovanile, così come Pompei, che ha sì diversi anni di settore giovanile, ma non ha presenze predominanti nelle giovanili, avendo giocato in serie D due stagioni piene.
MA CHI SONO ORA I 5? Ad oggi, salvo sviste, dopo le recenti cessioni di Novello e Barone, che erano in lista (e Silvestri, non in lista), l’attuale elenco è composto da Contiero, Mazzulla, Cimino, Arioli e…? Grazie ad una comunicazione desertica della società del Cosenza, che si limita ormai solo a poetizzare e a “patinare” sui social l’attuale realtà del Club, senza di fatto informare di nulla tifosi e giornalisti, ultimamente neanche i convocati delle gare, diviene complesso e incredibile capire chi è il quinto calciatore giovane inserito. Diversi ragazzi della Primavera, nei mesi scorsi a turno, hanno partecipato agli allenamenti della Prima Squadra, ma nulla di più. Si ricorda ancora, che il mancato rispetto della regola comporta la non erogazione delle indennità da minutaggio.
In un Club retrocesso in serie C, in grave situazione patrimoniale, ormai risaputa da tutta Italia e anche dalla recente Corte Tributaria, si fa fatica a intravedere calcio sostenibile e politica vera dei giovani, se questi sono i risultati.
Il meglio deve ancora venire, il peggio è sempre puntuale.

Antonello Aprile