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Tutto incredibilmente fermo e silenzioso nel settore giovanile del Cosenza. Non è dato sapere la percentuale dei due status, ma comunque è follia tutto questo. Inspiegabile il non comunicare nulla. L’allenatore? Il preparatore atletico? Il preparatore dei portieri? Il medico sociale? Il fisioterapista? Il responsabile del settore giovanile non si sa chi è, enigmatico lascia nell’oscurità totale tanti giovani. Ricevuti una mail, nei casi più fortunati una mezza telefonata a fine giugno, hanno appreso del rinnovo unilaterale del Cosenza, poi il buio totale!
I ragazzi talentuosi del 2008, all’esordio in Primavera Due tra 27 giorni precisi, non sanno letteralmente nulla, imprigionati in questo limbo e pensare che da altre parti, hanno terminato già il ritiro e organizzano amichevoli.
La Primavera 2 è l’ultimo pezzo di serie B rimasto nel brand martoriato del Cosenza, è la squadra più importante dopo quella dei grandi, ma in assoluto, è il settore più da prendere in considerazione, per ovvi motivi.

E si, perché forse i competenti della società del Cosenza Calcio non che, questo campionato appartiene alla Lega di Serie B, è un campionato professionistico a tutti i livelli. Ciò significa, campo adeguato, come in Serie B (norme alla mano), staff tecnico di un certo livello e completo in tutte le sue figure professionali, come in Serie B, ovviamente senza nulla togliere alle altre due categorie obbligatorie U17 e U15, ferme anch’esse al palo, necessitanti delle medesime attenzioni, che causa retrocessione in Serie C, non faranno più il torneo qualificato serie A e B, ma quello di categoria.

RIFORMA ZOLA  Abbiamo una società sprezzante, impegnata più a bannare e specchiarsi. Non viene smossa nemmeno dalla riforma Zola (sostanzialmente dalla “pila”, come si dice dalle nostre parti), voluta dal campione sardo, vicepresidente di Lega Pro. La riforma consente di avere introiti quadruplicati dal minutaggio dei giovani, ma devono essere giovani provenienti dal proprio settore giovanile. Il fine è sensibilizzare le società di Lega Pro a coltivare, investire e sviluppare i propri settori giovanili, per farli diventare concreti e costanti serbatoi delle prime squadre, previsti anche indennizzi alle società che organizzano al meglio i settori giovanili (rimango dubbioso sui sani effetti, ma qualcuno poi mi spiegherà perché la riforma Zola non è estesa negli altri campionati!?).
Vedere considerato cosi il settore giovanile rossoblu, da una società minimal e miope, mi fa pensare che nessuno a via Conforti riesce a scorgere oltre il proprio naso, idee, progetti per un calcio sostenibile. Per arrivare a questo livello, è necessario un investimento costante negli anni, migliorare e colmare i gap, non ricommettere gli errori, incrementare con tecnici e professionalità. Non è possibile che la Primavera lo scorso anno era senza fisioterapista, con un medico part-time, arrivare in trasferta a poche ore dalla partita e tante numerose lacune organizzative. E’ un campionato professionistico!
CALCOLO MINUTAGGIO Il fondo extra dedicato, ruota intorno alla cosiddetta “Lista Settore Giovanile”, che negli anni vedrà importanti incrementi. In questa stagione, il numero minimo è di 5 giocatori italiani provenienti da almeno 2 anni, dal settore giovanile. Nelle prossime stagioni il numero sarà 6, poi 7 e 8. I giovani italiani interessati sono quelli nati dall’1 gennaio 2003. L’obiettivo, per ottenere gli accreditamenti nel minutaggio ordinario (quindi non riferiti alla lista Settore Giovanile ) è raggiungere la soglia minima di 271 minuti complessivi giocati in una partita , soglia massima 450 minuti. I benefici verranno accreditati ogni 7 partite. Il bonus extra della riforma Zola esula dal conteggio della soglia minima , è sufficiente che il giovane italiano della lista Settore Giovanile giochi, per i primi 30 minuti e il club riceverà il 200% in più dell’indennizzo, 400% se superati i 30 minuti, anche non dallo stesso giocatore italiano ma sempre riferibile alla lista Settore Giovanile, con maggiorazioni a seconda dell’età del ragazzo e della sua longevità nel settore giovanile. Dopo 7 giornate, negli anni passati, le società più lungimiranti, hanno beneficiato di 80-90mila euro, cifre che possono essere quadruplicate, come scritto, con l’integrazione del fondo extra .
Nonostante tutto, grazie al lavoro negli anni di Mezzina con il suo staff, bistrattato senza motivo, il Cosenza può formare quest’anno senza difficoltà la “Lista Settore giovanile”, con ben 8 innesti: Pompei, Cimino, Barone, Bonofiglio, Contiero, Arioli, Roseti, Novello, oltre ai giovani molto promettenti Rocco, Silvestri, Ragone e Perricci, che non sono in lista settore giovanile, non avendo longevità di vivaio, ma che rientrano nel calcolo minutaggio standard. Tutti ragazzi 2006-2007, segnalati da Sergio Mezzina in società, che il ds Lupo e il tecnico Buscè hanno valutato positivamente. E penso alla Scalise che, qualche mese fa, con sgradevole incompetenza, sosteneva che non c’erano giovani promettenti. Cosenza è piccola e la città mormora!
Oggi i nuovi esordiranno in una partita ufficiale. Ho conosciuto i ragazzi ei loro genitori, non stanno nella pelle, il giusto premio, ma è solo l’inizio, dopo un campionato primavera tra mille difficoltà.
La società del Cosenza calcio è in grado di adottare politiche giovanili, da poter imporre anche ai tecnici della prima squadra?

La risposta purtroppo è scontata, fino a quando ci saranno personaggi in società che pensano di sapere di calcio.

Antonello Aprile