L’IMPORTANZA DEL SETTORE GIOVANILE, TRA CRITICITA’ E TANTA PROFESSIONALITA’
Lo avevamo visto in una partita casalinga dell’U19 sugli spalti, a prendere appunti. Sarà lui, salvo dietro front dell’ultimo minuto, Ivan Franceschini il nuovo allenatore del Cosenza Primavera, posto occupato sotto deroga (valida massimo 30 giorni) fin’ora, da Paolo Infusino. L’ex difensore di Torino, Salernitana e Reggina, arriverà domani in città. Il campionato osserva un turno di riposo, riprenderà con la trasferta di Bari sabato 29 marzo.
Come spesso raccontato nelle dirette di Primavera Brutia (giovedi 20 marzo non andremo in onda per pausa campionato), i ragazzi di mister Infusino, e prima di Belmonte, stanno svolgendo un campionato importante, nonostante mille difficoltà. Partiti in ritardo, rispetto alle altre compagini, hanno messo subito punti in cascina nelle prime giornate di campionato, in quel di Taverna. Poi vicissitudini ben note, che poco comprendiamo, hanno costretto la squadra ad abbandonare l’ottimo terreno di gioco del Montalto Accademy e trasferirsi al Marca, non gradito dai ragazzi, registriamo anche questo, neanche dalle squadre avversarie, che puntualmente si sono lamentate del sintetico fin troppo consumato. I tanti infortuni poi, hanno fatto il resto. Perricci e Roseti hanno subito diversi stop. Il primo, talento leccese, ancora fermo, poteva essere l’elemento in più di questa squadra, il secondo, nonostante lo stop, ha ripreso e ha fatto vedere di che pasta è fatto. Segnaliamo anche Antonio Rocco, un 2007, di grande fisico, la “roccia”, come viene chiamato dalle sue parti. Anche per lui, un incredibile infortunio lo ha tenuto lontano dai campi sin da settembre, ha ripreso a giocare a febbraio ed è subito entrato in clima campionato, sfoderando prestazioni top. Il napoletano, ex Napoli e Spal, è la vera sorpresa di questo Cosenza, targato ancora una volta Sergio Mezzina, che ogni anno fa miracoli per poter allestire la rosa. Petrucci, ex Lazio U18, Silvestri, capitan Touadi, sono le colonne di questa squadra, insieme ovviamente al gioiello Contiero. Riflessioni a parte, per l’estro di Diego Ragone, qualità da numero 10, anche lui come Touadi, viene da Trigoria, si trovano benissimo a Cosenza e riteniamo importante questo aspetto, emerso tante volte nel nostro approfondimento settimanale in diretta Primavera Brutia. Nonostante tante criticità, lo staff tecnico sta lavorando egregiamente, con professionalità e senza trascurare i dettagli di ogni singolo giocatore. Certo, la mancanza di un fisioterapista è fondamentale e c’è da migliorare senza dubbio l’aspetto organizzativo generale del settore giovanile, che come più volte abbiamo suggerito alla società, deve stare al centro del progetto del Club.
Toaudi e Ragone, quest’ultimo campione d’Italia con la Roma U17 e U16, hanno dato qualità e esperienza a questa squadra e sarebbe un vero peccato non investire su di loro per i prossimi anni. Stanno dando un prezioso contributo anche i cosentini Bonofiglio cursore di destra, Delicato, rapido nelle incursioni, Lanzillotta in difesa, Marini seconda punta e De Luca abile portatore di palla sulla trequarti. Attenzione al talentuoso Machì, tecnica e rapidità per il centrocampista siciliano, ne sentiremo certamente parlare. Non vogliamo dimenticare nessuno, tutti hanno dato il proprio contributo per fare un campionato di Primavera 2 di alto livello, difficilissimo, con compagini di prima fascia, ma il Cosenza e li tra le grandi. Mantenere questa categoria è di vitale importanza, è una vetrina straordinaria per i nostri giovani ed è una grande opportunità per chi arriva a Cosenza da settori giovanili importanti, occasione questa da sfruttare, per la crescita di tutti i giovani del Cosenza.
Nei live di Primavera Brutia abbiamo analizzato anche le altre categorie. Abbiamo un U17 fenomenale, guidata fino a 20 giorni fa da Danilo Angotti ora da Garofalo, anche lui salito in prima squadra con tanti talenti, alcuni anche di proprietà come Cotroneo e Barbagallo, quest’ultimo falcidiato dai tanti infortuni, il cosentino Mazzulla, Semilia, Castagna e tanti altri, ragazzi che giocherebbero titolari e da protagonisti in qualsiasi U17. L’U16 di Garofalo, adesso con Nervino e le altre U15 e U14, con Tortelli prima, adesso con mister Marozzo Giuseppe e Francesco, hanno lavorato bene, valorizzando diversi giovani che vedremo in futuro nelle categorie superiori.
Se il Cosenza dovesse abbandonare la Serie B, retrocederebbero anche l’U17-16-15, costrette a non affrontare più squadre del calibro di Fiorentina, Empoli, Roma, Lazio, Napoli, ma i pari età di squadre di serie C. Questo, come ben si può immaginare, sarebbe un gravissimo danno.
Antonello Aprile
