La notte il momento della giornata più “contradditorio e paradossale”: si dorme, si festeggia, si ruba.
Il Cosenza è la notte, soprattutto le notti di questa stagione. Mentre i grandi si piegano, gli under si alzano. Mi piace iniziare dall’ultima vittoria del Cosenza Primavera, in casa della capolista Frosinone che, fino a quando non ha visto i lupi calpestare la propria erbetta, non aveva mai perso. Tre punti che ipotecano la salvezza in Primavera 2 a quattro giornate dalla fine, categoria fondamentale per un settore giovanile. Contiero e Roseti i goleador, ma tutto il gruppo ieri sembrava un branco di lupi affamato, hanno lottato su tutti i palloni, hanno saputo soffrire contro avversari fortissimi, il capitano Touadi con una gamba sola, stoicamente in campo fino a quando ha potuto, Ragone che dipingeva, Baldi prezioso in alcuni interventi, la roccia Rocco un muro in difesa, Cioffredi e Riga inesauribili sulle corsie. Tutti, tutti, anche quelli dalla panchina, sono entrati tosti: BALDI, ROCCO, RIGA, SILVESTRI, PETRUCCI, TOUADI, CIOFFREDI, CONTIERO, ROSETI, RAGONE, PICCA || BONOFIGLIO, LANZILLOTTA, DE LUCA, MUSACCHIO, RANDAZZO, ALL. FRANCESCHINI

(da Il Dot.it)
Le vittorie della Primavera valgono sempre 10 volte in più del normale, per tutti i sacrifici dell’area tecnica, staff e giocatori, per i ritardi e le gravi omissioni di una società miope, che frena il lavoro di chi con passione cerca di far capire che una società di calcio parte e deve partire proprio da loro. Invece la notte porta ritiri tardivi, in trasferta senza medico e senza hotel, chiamate in prima squadra di 3 allenatori del settore giovanile Belmonte, Angotti e Tortelli, 3 istituzioni del settore giovanile, poi buttati fuori letteralmente dopo 4 settimane come se fossero solo numeri. Eppure, le spese per il settore giovanile sono tutte rimborsabili dalla Federazione, previa organizzazione e trasparenza, sconosciute ai nostri meridiani.
La notte. La notte si ruba, si rubano sogni, speranze, si rubano promesse e menzogne. L’ermetismo guarasciano lo conosciamo bene ormai, ma quest’anno si è alzato probabilmente un pò troppo l’asticella del dilettantismo, dell’improvvisazione.
Il riscatto di Tutino e l’autogol clamoroso e incolpevole di Aldo racchiudono una lunga notte, fatta di bugie, di opportunità mancate, di dimissioni, di silenzi, alimentata da attempati opinionisti televisivi, che in modo spregiudicato si affannano in improbabili e mediocri concetti, su trattative di vendita che avrebbero portato a destabilizzare, mentre a destabilizzare è stato solo uno, anzi due soggetti, compagni nella vita e negli affari, che del palesarsi o meno in pubblico degli acquirenti se ne sono altamente fregati.
Una lunga notte che ha portato alla 33esima giornata, una Curva Sud completamente vuota, colorata solo dal vuoto dei seggiolini, a simboleggiare la distanza orma chilometrica tra il tifoso e questa società. Vuote anche molte poltroncine in
ecopelle della tribuna vip, con i Guarascio eleganti nel vuoto, eleganti non per rispetto al Cosenza, ma per dare segnali di pieni poteri, poteri di un nulla. E lì, alla ormai sua solita poltrona, occupata per chissà quanto tempo, l’aggiustatore, un’altro direttore generale, anche in questo caso, come Ursino, dal ruolo indecifrabile.
Lunga è la notte e senza tempo. Il cielo gonfio di pioggia non consente agli occhi di vedere le stelle. Non sarà il gelido vento a riportare la luce, né il canto del gallo né il pianto di un bimbo. Troppo lunga è la notte, senza tempo, infinita.
Antonello Aprile

