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LETTERE DAL FRONTE IBERICO

Un cosentino a Vicenza

 

Ore 12:10 del 1 Marzo 2022: ho appena completato l’acquisto dei biglietti aerei che porteranno i miei genitori a venirmi a trovare a Maggio, esattamente il 12. Adesso non mi resta che vivere le ultime ore che mi separano da Frosinone-Cosenza. Con i soliti sentimenti di incertezza, speranza, attesa e timore che scandiscono abitualmente questi anni di cadetteria del Cosenza.

Ore 21:58 del 6 Maggio 2022: il diciannovenne Massimo Zilli  ha regalato al Cosenza lo spareggio per non retrocedere dopo 65 minuti di apnea, nei quali i Lupi hanno visto lo spauracchio della serie C per più di mezz’ora in seguito al risultato che è maturato al Moccagatta di Alessandria. De Maio al 23’ ha gonfiato la rete dei grigi condannandoli alla retrocessione, rivelando l’avversario che i rossoblù calabresi dovranno affrontare nella doppia sfida per la permanenza: il Lanerossi Vicenza.

Già, Vicenza. Un sorriso ironico non può che dipingersi sul mio volto e farmi riflettere su un fatto per me sacrosanto: nel calcio come nella vita nulla avviene per caso. Da settembre 2021 vivo a Legnago in provincia di Verona ma Vicenza ha costituito una tappa fondamentale della mia vita, nel bene e nel male, da molti punti di vista, soprattutto professionale e di tifoso del Cosenza. Da Vicenza sono partito per il playoff di Pordenone del 2017, per la semifinale di andata a Bolzano del 2018, per la magica notte di Pescara e svariate altre trasferte del Nord da quando i Lupi hanno riconquistato la cadetteria.

Adesso la B di “We Can B Heroes” è minacciata proprio dal Vicenza: andata allo stadio Romeo Menti, 12 Maggio ore 20:30. Ancora parzialmente scosso dal boato assordante del Marulla che ha quasi distrutto le casse del mio portatile, mi proietto alla data fatidica organizzando la giornata, da quando andrò a prendere i miei genitori all’aeroporto di Verona fino a quando entreremo nel settore ospiti del meraviglioso stadio modello inglese, dedicato all’attaccante del Grande Torino.

Nulla avviene per caso e fra le notifiche di WhatsApp spuntano dei messaggi di due amici uniti a me dalla passione per il Subbuteo e per il calcio di provincia. Stavolta, però, sono decisamente dalla parte sbagliata della barricata, quella della Nobile Provinciale biancorossa. Fabio, mio mentore subbuteistico e presidente dell’Old Subbuteo Club Magnagati di Vicenza mi domanda: “Ma proprio con voi dobbiamo giocarci la B?”, “Colpa di Contini”, ironizzo facendo riferimento ai fatti di Vicenza-Lecce. Nicolò afferma “Sarà una bella battaglia”, “Puoi dirlo forte” rispondo; poi mi propone di condividere una birra prima del calcio d’inizio, per rivederci e probabilmente esorcizzare la tensione della sfida mors tua vita mea che ci aspetterà. Quando gli dico che sarò in compagnia dei miei genitori si offre signorilmente di scortarci al settore ospiti rivelandosi un anfitrione modello. Non posso fare altro che ripagare i due avversari biancorossi con un’intervista che ci farà calare nella realtà biancorossa, pronta quanto noi Lupi ad affrontare questi 180 minuti di passione con le medesime speranze e paure che animeranno i giorni che ci dividono dalla gara d’andata.

Allora ragazzi partiamo dal vostro rocambolesco finale di campionato: che sensazioni avete provato dal rigore fallito da Meggiorini in Vicenza-Lecce al fischio finale di Alessandria-Vicenza?

“Il primo sentimento provato è stato la rabbia, come ogni volta in cui un tuo giocatore  sbaglia un rigore. A risultato acquisito sicuramente gioia, ma effimera se si pensa a quanti punti abbiamo perso nel corso del campionato e soprattutto come”.

Che aspettative di campionato aveva la tifoseria al termine del mercato estivo? E al termine del mercato invernale?

“All’inizio del campionato le aspettative erano di fare semplicemente un campionato tranquillo. A Gennaio cercare di fare più punti del girone di andata, in modo da  salvarci il prima possibile ma si sa, sofferenza fa rima con Vicenza oltre che con Cosenza”.

Che tipo di rapporto intercorre tra la tifoseria e la società?

“Non ti neghiamo che si sono notevolmente raffreddati, visto che ci avevano promesso la massima serie entro 5 anni dall’insediamento e alla fine del quarto anno dobbiamo fare uno spareggio per non retrocedere”.

Cosa proporreste alla società per migliorare?

“Visti i risultati degli ultimi anni ci piacerebbe che la società investisse in modo più oculato  e si circondasse di persone più competenti”.

Come vivete l’avvicinamento alla doppia sfida con il Cosenza?

“Con il magone e le paure tipiche che contraddistinguono l’umore di ogni tifoso, costretto a vedere la propria squadra del cuore affrontare una situazione del genere”.

Ora non mi resta che augurare a Fabio e Nicolò un bell’in bocca al Lupo e preparare la sasizza da accompagnare alla birra nel prepartita. Forza Lupi, sempre.

 

Elio Crocerossa