Questo pezzo lo avevo iniziato a scrivere 9 mesi fa, erano le 21:30 di quel 6 giugno 2025, dopo che Haaland ci segnava il settimo gol, nelle due gare di qualificazione, con la sua Norvegia, attuale 32a nel rankig Fifa. Il punto più basso della nazionale italiana! Noi superiamo di un solo punto la Colombia al 13° posto e ci staccano addirittura squadre africane come Marocco e Senegal. La Spagna la vediamo con il cannocchiale, al primo posto ad oltre 170 punti anni luce.
Ma faccio ancora un passo indietro. 25 dicembre 2024, il presidente uscente Gabriele Gravina risultava candidato unico alla presidenza della Federcalcio per il prossimo quadriennio 2025-2028, con il suo claim “A VELE SPIEGATE”, per il suo programma sottoscritto da Lega Serie B, Lega Pro, LND, AIC e AIAC e i presidenti dei club in rappresentanza. Scadevano, infatti, il 25 dicembre, i termini per la presentazione delle candidature e nessun’altra era stata formalizzata fino al giorno di Natale. Il 3 febbraio 2025 Gabriele Gravina, nella farsa dell’assemblea, per la prima volta eletto il 22 ottobre 2018, veniva rieletto alla presidenza della FIGC con il 98,7% dei voti. Le sue prime parole furono “Voglio continuare a unire e cambiare, il calcio fa bene all’Italia”.
La fine misera di ieri, nel cantone di Zenica-Doboj, squadra 71esima nel ranking Fifa, è un film già scritto e già visto. La cosa più sconcertante non è stata l’ennesima non qualificazione al mondiale, con neanche 5 rigori tirati, ma le ennesime baggianate di Gravina nel post gara, chiamando eroica la squadra, elogiando e ringraziando tutti, la chicca “solo il calcio è professionistico”, e soprattutto rifiutando le dimissioni palesi di Buffon e Gattuso, colpevoli solo nel farsi abbindolare dall’avvocato prestato al calcio, che si sarebbe trovato solo e poi costretto anche lui a dimettersi!!!
Costretti di nuovo a sentire che è necessario riformare tutto, costretti di nuovo a sentire che Gravina si prende le responsabilità, che però non producono nulla, è solo un dire la frase. E ma così è facile, la si dice e si ha la coscienza pulita!?
La nazionale Italiana non è una questione tecnica, tattica. Nell’ultimo decennio è stata allenata dai migliori allenatori in circolazione! Deve, invece, essere un risultato, programmatico, progettuale e strutturale, che non si è mai visto. Eppure, il paradosso vuole che vinciamo nelle nazionali giovanili e questo significa, appunto, che non c’è un progetto e i giovani si disperdono e vanno a sbattere sul muro degli affaristi, opportunisti padroni del nostro calcio, che sta andando in putrefazione. In Europa, l’Italia è al primo posto:
– per elezioni farsa
– per calciatori stranieri
– per giovani non utilizzati
– per stadi non di proprietà
– per elargizioni economiche da minutaggio senza alcun controllo, eppure la legge impone il vincolo a favore dei settori giovanili
– per stipendi da apprendistato 500/800 euro degli educatori (quando ci sono) e allenatori nei settori giovanili e scuole calcio
– per assenza totale di cultura dei settori giovanili
– per zero investimenti federali
– per punti di penalizzazioni nei campionati professionistici
Ecco, per poter vincere contro Norvegia, Bosnia, Macedonia del nord, Svezia, bisogna togliersi da quei primi posti, come si è fatto in Germania 20 anni fa, resettando tutto, creando academy, costringendo e aiutando i Club a sviluppare realmente i settori giovanili, realizzando centri regionali di addestramento di giovani, con allenamenti specializzati a ragazzi che altrimenti sarebbero stati trascurati.
Basta norme ridicole per regalare soldi ai Club facendo giocare i giovani. La premialità si deve trasformare in reali progetti, presentati dai Club e finanziati dalla Federazione.
Il calcio non è un affare privato del consiglio federale, dei rappresentanti delle leghe, dei presidenti che si vendono per qualsiasi cosa. Il calcio deve ritornare al popolo, frase che significa, trasparenza, responsabilità, riforme che aprono e non chiudono.
BASTA PRESIDENTI LECCHINI, CORREI DI QUESTO SCEMPIO!
Antonello Aprile

