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I PRESIDENTI INGLESI IN PIU’ IMPAZIENTI

Con l’esonero di mister Alvini, il Cosenza, in questa stagione, ad oggi, è già la decima società a sollevare dall’incarico il proprio allenatore.

La scellerata regola introdotta due anni fa, per la quale un tecnico può allenare due volte nella stessa stagione, se viene esonerato entro il 20 dicembre, ha portato in serie B ad una schizzofrenica voglia di esonero, prima dello scarto dei regali di Natale. Se quest’anno sono già 10 le panchine saltate, di cui 4 hanno visto più allenatori, lo scorso anno 14 panchine su 20 hanno visto il cambio, cosi come l’anno precedente. Insomma, un massacro. Perchè si esonera cosi facilmente? Si avvia una stagione senza un chiaro progetto tecnico? Senza  una programmazione. Ok, per il Cosenza la risposta è abbastanza facile e ovvia, ma anche per le altre società?

L’esonero di un tecnico è necessario magari quando viene meno la gestione di uno spogliatoio, quando il rapporto con i giocatori è fortemente deteriorato, ma non devono aggiungersi altri casi, altrimenti il calcio diventa solo una grande casinò, dove l’alea, il fato, il destino, la palla sul palo o sulla linea di porta, sono strutture portanti di uno sport vuoto e senza idee. Forse, un allenatore  è lasciato troppo spesso solo, forse mancano quelle figure intermedie che cuciono le varie sezioni all’interno di una società, come il trequartista in campo.

Tornando al Cosenza, qui il calcio negli ultimi 14 anni, mica pochi, è un’evoluzione di un qualcosa che ancora molti non hanno compreso, fatto di poche parole, passeggiate presidenziali a corso Mazzini dove pare il patron trovi ispirazione  incontrando i suoi “CONSIGLIORI”, esoneri e isolate conferenze stampa dei direttori sportivi, che si trovano a diventare direttori generali senza volerlo, con tutto il peso di una società, dalla comunicazione, alla gestione dello spogliatoio, ai rapporti con la tifoseria e, se rimane qualche moneta, al calciomercato. Si sono visti biennali, triennali ad allenatori, ma senza alcun programma, un progetto calcistico, contratti vuoti senza idee, che di fatto sono terminati ben prima della loro scadenza naturale.

L’esonero di un tecnico, si sente spesso dire, è “per dare la scossa, non si può cambiare un’ intera squadra, quindi ne fa le spese l’allenatore“. Ma è un ragionamento giusto?

Nella serie b francese, non credo siano tanto d’accordo con questo principio, visto che negli ultimi 5 anni, la media esoneri è appena a 7. I tedeschi esonerano 9 volte l’anno, mentre gli spagnoli 11 di media. Noi in serie B tocchiamo i 12 esoneri di media. I presidenti inglesi sono quelli più irrequieti, ben 14 esoneri di media l’anno. Una vera roulette russa!

Forse manca la vera idea di società di calcio, fatta di professionalità, organizzazione, di massima considerazione per il settore giovanile e voglia di far crescere per gradi i giocatori, di dialogo con i tifosi. In terra brutia ancora siamo lontani da tutto questo, gli errori non servono per imparare, ma per trovare il colpevole, che spesso è anche quello sbagliato.

Antonello Aprile