(IL COSENZA A VERSI SCIOLTI)
COME UN GIUNCO AL PASSAR DELLA PIENA
Tra quelli che curan i fatti inaspettato il messaggio, raggiungono il loco
si mischiano pensieri e fatti, per raggiunger la meta.
Si alza in piedi il signor di Parenti che preambola con in fuori il petto
e sul finir dell’ultima parola, getta l’inaspettata novella.
Riscattar il desiderio di tutti e la stanza riempir di un fragor di mano
gli occhi sbarrati e la bocca aperta a sentir il nome del beniamino Gennaro.
Udire intenti e toni decisi del direttor di tutto l’impegno
al proferir parole di sogni e di concetti dipinti con maturo rigore.
Un lungo girar di lancette ruppe i verbi issati di tanto stupore,
il silenzio piombò come una nuvola nera in un cielo terso.
Letizie furono quelle riuscite seppur le prime,
sembravano cancellar quei momenti oscuri.
Ma, seppur con desiderio mirabile del condottiero,
le vele si ruppero allo spirar del vento di tempesta.
Lasciaron in molti la via, traditi dall’opaco agir senza meta e certezza,
ma il signor non si abbandonava e continuava a mostrar luce fiera.
Chi è nato con questa passione, iniziava a gridar vendetta
che nessuno giochi con la nostra storia, le vie eran piene di questo gridar.
Neppur il Primo del Comun consesso fermava il tradir verso i dimoranti.
Neppur chi ricchezze mostrava al tronfio signor fermava quel destino
con la sciocca donna ad alimentar un errare senza senno.
Le vele dirigevano ormai nella via della sciagura,
ma chi ha la passione sarà saldo come un giunco al passar della piena.
Antonello Aprile
