Skip to main content

COSENZA “IL GIORNO DELLA MARMOTTA”
di Carlo Aprile

Immaginate di svegliarvi ogni mattina con la stessa identica canzone alla radio, lo stesso caffè amaro e la deprimente consapevolezza che, indipendentemente da ciò che farete, la giornata finirà esattamente nello stesso modo: una salvezza risicata all’ultimo respiro o un miracolo burocratico. Per i tifosi del Cosenza, questa non è la trama di un classico del cinema con Bill Murray, ma la cruda realtà della gestione di Eugenio Guarascio e Rita Scalise.
Benvenuti a “Il Giorno della Marmotta” in salsa bruzia, dove il tempo non è una linea retta, ma un cerchio piatto e stancante, un loop senza evoluzione. Nel film originale, il protagonista usa il loop temporale per migliorare sé stesso, imparare a suonare il piano e diventare un uomo migliore. Nella gestione Guarascio, il loop serve solo a perpetuare la mediocrità.
Gli obiettivi, che la società fa fatica pure a comunicare, diventano quasi una sorta di piacere per i giornalisti, da Guarascio e Scalise totalmente sconosciuti, che cercano di interpretare i silenzi, facendo finta di intravedere un qualcosa di amorfo.
Non c’è crescita strutturale. Non ci sono investimenti nè nel settore giovanile né altrove, figurarsi nelle infrastrutture. Il Cosenza è diventato un’entità che esiste solo per sopravvivere a se stessa, resterà sempre una mera voce di bilancio della sua Holding. La visione è ridotta al minimo sindacale, con il minimo sforzo economico possibile. Diventa irrilevante se Buscè eguaglia Sonzogni, se facciamo i playoff, ecc. ecc…