Abbiamo letto quella che per noi è l’ennesima, palese, inconsapevole dimostrazione della incompetenza calcistica di una amministrazione societaria. Si ritiene, con arrogante mancanza di umiltà tipica dei profani che provengono da altre realtà, che il massimo rigore (spinto oltre ogni limite) e, soprattutto, la spietata conduzione verticistica monca del supporto competente in materia possano condurre a valorizzare una società di calcio. Ci permettiamo di fare notare a chi rivendica la libertà da ingerenze che IL SOLO SCOPO DI UNA SOCIETÀ DI CALCIO È IL RISULTATO SPORTIVO. È su questo che si basa la sua funzione sociale, il suo coinvolgimento del popolo. Chi tifa (RICORDIAMO AGLI AMMINISTRATORI CHE I TIFOSI SONO GLI STAKEHOLDERS) trova afflato, compattezza sociale, divertimento, fuga psicologica dai problemi quotidiani, solo in virtù del proprio supporto ad 11 giocatori che, in campo, lottano per un traguardo sportivo in nome e per conto della CITTÀ. La funzione sociale, perciò, parte dal campo e, in caso di traguardi che rendano orgogliosi, coinvolge la base dei tifosi in altre attività. La società del Cosenza Calcio, invece, ritiene che i risultati in campo siano da corollario ad un’attività che proponga un non bene identificato BRAND da portare in giro e che coinvolga.
Per rendere orgogliosa una tifoseria bisogna dimostrare di AMARE LA CITTÀ, AMARE I COLORI, ESSERE DISPOSTI A INVESTIRE IL PIÙ POSSIBILE IN TUTTO CIÒ CHE PERMETTA ALLA SQUADRA E ALLO STAFF TECNICO DI PORTARE IL NOME DELLA CITTÀ IL PIÙ IN ALTO POSSIBILE.
Invece si rivendica autonomia e libertà da ingerenze mentre si persegue una mission che non è affatto quella di una società di calcio.
Non possiamo non evidenziare che il crollo della resa sul campo è iniziato con il lento distacco dell’ex DG Gualtieri. E chi sa di calcio ne capisce bene i motivi. Chi non ne sa cercherà in questi momenti di trovare risposte. E lo farà facendo appello alla propria propensione a sospettare o a individuare i colpevoli tra gli innocenti.
È molto semplice: l’anno scorso si allontanò Ursino e precipitammo. Quest’anno si allontana Gualtieri e siamo all’inizio di una inevitabile fase di crisi. E non si tratta solo di rosa ristretta o carenze di ruoli. Si tratta di creare alla squadra un ambiente salubre e punti di riferimento che le diano fiducia in termini di esperienza calcistica. E non si venga a dire che Ursino e Gualtieri si siano dimessi o non abbiano continuato il rapporto per ragioni diverse dalle divergenze palesi con l’amministrazione societaria.
I calciatori avvertono la differenza tra Gualtieri e Scalise (o chi per lei). Eccome!
Cari Amministratori, qualsiasi cosa scriviate ormai non ha più alcun valore probante, giacchè la storia di questi ultimi anni é la prova principe ed è la risposta al perché ad un derby di alta classifica e a partite di cartello in serie C, a Cosenza, hanno assistito poche centinaia di persone ben suddivise tra inguaribili ma rispettabili tifosi romantici, accreditati e claque.
Il direttivo Ass. Cosenza Nel Cuore
